La svolta nella famiglia Denise Pipitone: il fratello Kevin ha deciso di rompere il silenzio svelando alcune dinamiche personali e private.
Alcuni mesi fa, Piera Maggio aveva parlato dell’ultima segnalazione ricevuta in merito al caso della scomparsa di Denise Pipitone, sua figlia, sparita da Mazara del Vallo nel 2004. La vicenda legata alla piccola รจ sempre stata seguita con grande interesse da tutta Italia e, adesso, ha trovato anche una svolta “in famiglia” con il fratello della bambina, Kevin, che ha scelto di parlare.

Denise Pipitone: il fratello Kevin rompe il silenzio
“Dopo anni di silenzio, sento il dovere di intervenire per fare chiarezza su aspetti rimasti in ombra troppo a lungo. Ho deciso di rompere questo silenzio, poichรฉ il limite del tollerabile รจ stato ampiamente superato, e lo faccio unicamente attraverso queste righe”. Sono state queste le prime frasi scritte da Kevin, fratello di Denise Pipitone, in un post social per anticipare alcuni dei temi legati alla scomparsa della sorellina.
“Seguo da sempre con attenzione quanto viene scritto sulla vicenda di mia sorella Denise. Mi trovo, purtroppo, a osservare persone che oggi si proclamano ‘padri’, dimenticando lโassenza โ sia emotiva che economica โ che ha caratterizzato il loro passato. ร doveroso ricordare che chi non ha mai provveduto al mantenimento dei propri figli oggi non puรฒ arrogarsi certi titoli. Al contrario, Pietro Pulizzi ha sempre agito con dedizione, senza mai chiedere nulla in cambio, mosso esclusivamente da un autentico legame affettivo. Se oggi dovessi cercare un esempio di cosa significhi essere un vero padre, saprei esattamente a chi guardare”, ha scritto Kevin con un chiaro riferimento a Toni Pipitone.
L’impegno e le dinamiche in famiglia: lo sfogo
Kevin, fratello di Denise, ha quindi voluto sottolineare come sia stata la loro madre, Piera Maggio, ad occuparsi di tutto: “Denise ed io siamo stati cresciuti da nostra madre e non diversamente, alla quale vedo oggi mancare di rispetto con inaccettabile continuitร . A chiunque pretenda di cercare mia sorella, dico innanzitutto di rispettare prima nostra madre, colei che ci ha messo al mondo. Inoltre, ci tengo a precisare che le mie parole nascono da una riflessione personale e autonoma: a differenza di altri, non mi lascio manipolare da alcuno”.
Kevin ha quindi sottolineato come non creda a tutte le iniziative per ritrovare Denise. Anzi. In alcuni casi ha spiegato di avere il sospetto che esse sembrino “finalizzate solo a colpire le vere vittime di questa tragedia, sacrificando il dolore sullโaltare dellโesposizione mediatica […]”.
Un passaggio pare indirizzato anche a chi ha svolto in passato le indagini: “Leggo poi le esternazioni di ex magistrati del caso che, a distanza di anni, puntano il dito contro la mia famiglia: mi chiedo il perchรฉ di tali illazioni proprio ora e non quando avevano il dovere istituzionale di indagare con efficacia. Viene spontaneo domandarsi cosa sia stato realmente operato nel 2004. Credo che ciascuno dovrebbe fare un profondo esame di coscienza, poichรฉ appare evidente che la ricerca di visibilitร prevalga spesso sulla ricerca della veritร . Molti sembrano aver smarrito il senso di chi siano le vere vittime in questa vicenda”.
L’attacco a Toni Pipitone e la difesa della famiglia
Tra gli ultimi passaggi un altro duro commento a Toni Pipitone e ad alcune parole in merito ad un “contesto sbagliato” nel quale Denise sarebbe nata e con lei anche lui, Kevin, appunto.
“[…] ร difficile ignorare la contraddizione di chi oggi dichiara di aver provveduto ai figli, quando, nella realtร dei fatti, non ne ho mai avuto riscontro […]”. Kevin ha quindi concluso: “[…] Le sole vittime di questa vicenda, dopo Denise, sono mia mamma e Piero, non certo colui che, arrivando a un certo punto della sua vita, per sua volontร ha chiuso tutti i ponti che lo legavano a noi. E su questo ho la presunzione di affermare che sicuramente mia sorella sarebbe d’accordo con me. Non permetterรฒ che le mie parole vengano strumentalizzate; esse servono solo a fissare la realtร che nessuno, meglio di me, ha vissuto. Non sostituitevi a noi“.